L’inchiesta- In questa stagione la maglia denim è stata la prima divisa del Napoli

L’inchiesta- In questa stagione la maglia <i>denim</i> è stata la prima divisa del Napoli

Conta solo la maglia perchè i giocatori vanno e vengono, la maglia resta. Questa è una cosa da tifosi, da innamorati. Il tifoso si identifica nella maglia, perché la storia insegna che è vero ciò che dice Eraclito, tutto scorre, ma quell’azzurro borbonico, perché non si tratta di un azzurro normale quello della maglia azzurra, resta indelebile nella memoria dei tifosi, di generazione in generazione e la scelta del presidente De Laurentiis di privare ai suddetti l’unica cosa che per loro conta veramente, è stata davvero inopportuna.

Quest’anno, per la prima volta nella storia del Napoli, la squadra fondata da quel genio che prendeva il nome di Giorgio Ascarelli, distrutto poi dalle leggi razziali fasciste, la squadra non ha avuto la maglia azzurra come prima maglia. E’ francamente scandaloso.

Andiamo per gradi. Perché l’azzurro? Perché lo stemma del comune ha quell’azzurro borbonico come sfondo e quindi Ascarelli decise di omaggiare la città di appartenenza con quella tonalità. Il colletto era di un azzurro più chiaro, i pantaloncini e i numeri bianchi. Così avanti per 50 anni perché nei magnifici anni ’80 il grande delitto si compie rendendo quei numeri, neri, fino ad arrivare al campionato 1982-1983, quando l’azzurro si scurisce fino a sfiorare le tonalità di blu ma quella maglia resiste solo 11 partite, poi i tifosi pretendono l’azzurro.

Ancora all’inizio del nuovo millennio ci riprovano scolorendo l’azzurro per renderlo simile a quello dell’Argentina, nuovo disastro. In linea di massima l’azzurro c’era sempre però. Quest’anno no. Quest’anno si è optato per jeans, in un susseguirsi di bugie.

 

In una surreale conferenza stampa in realtà leggendola a posteriori, Edo De Laurentiis annuncia la linea societaria riguardo le maglie dicendo che a loro dei tifosi non frega nulla. In quella conferenza si dice che la maglia azzurra sarà ovviamente la prima, quella bianca la seconda e l’innovativa maglia jeans la terza, presentata come un’innovazione ma che di innovazione non si tratta perché  proprio da teleclubitalia si sollevò il caso statuintense apparso con lungo articolo su mlssoccer.com, il portale di calcio USA più importante della nazione a stelle e strisce, che accusa il Napoli di aver copiato la maglia della nazionale americana ai mondiali di casa del 1994. Il pezzo nasce con una domanda: “qual è la maglia della nazionale statunitense più iconica della storia? Facile, senza neanche pensarci la maggior parte delle persone diranno, giustamente, che è la camicia di jeans della Coppa del Mondo 1994″.

L’articolo dei colleghi americani ironizza molto sulla faccenda dicendo che la divisa del ’94 non era esattamente un’opera d’arte e chiede come fosse possibile pensare che replicare questa maglia jeansata, con i pantaloni denim, potesse essere una buona idea.

Insomma, negli Stati Uniti non l’hanno presa benissimo questa scelta cromatica della Macron, solidarizzano con i calciatori “Costretti ad indossare questo abominio davanti al mondo intero”.

Nessuno avrebbe pensato che questa maglia sarebbe stata indossata ben 26 volte su 59 partite. Una in più della maglia azzurra, il che ne fa, numeri alla mano, la prima maglia del Napoli per la stagione 2014/2015. La maglia azzurra è stata indossata per 25 volte, solo 6 le apparizioni di quella che doveva essere la seconda maglia della squadra, quella bianca.

Curiosità su curiosità si nota che nel girone di Europa League il Napoli alterna scientificamente la maglia azzurra e la cosiddetta denim, mentre, nella fase ad eliminazione diretta, la casacca azzurra viene indossata una sola volta su 8 apparizioni, in cui troneggia la maglia di jeans. In Coppa Italia è un tripudio denim invece, non una sola partita per maglia azzurra e maglia bianca.

 

I tifosi hanno chiesto a gran voce un cambio di direzione,  non capiscono perché De Laurentiis si ostini a non riconoscere alla propria squadra una storia fatta di successi e sofferenza, per quale motivo De Laurentiis si ostini a  far credere alla gente che prima di lui non esisteva e dopo di lui non esisterà la SSC Napoli. La maglia azzurra per il tifoso del Napoli rappresenta il cielo e il mare della città perché quella maglia azzurra è un simbolo e lei bisogna guardare quando dagli spalti intonano i cori sul Vesuvio o sulle catastrofi che vorrebbero ci colpissero. Indossare la maglia azzurra dovrebbe ricordare ai calciatori che fanno parte di un popolo e sono lì per loro, per un popolo stanco di essere maltrattato e calpestato. Avere la maglia azzurra per un calciatore del Napoli dovrebbe essere come indossare una divisa, e sul militare pure ci siamo passati, per andare a stanare tutti i detrattori di una città.

Questo significa la maglia azzurra per il tifoso del Napoli. Un tifoso deriso e calpestato da chi dovrebbe difenderlo.