Duplice omicidio Pagano – Coviello: arrestati i responsabili

Duplice omicidio Pagano – Coviello: arrestati i responsabili

Nella mattinata odierna,in San Cipriano d’Averla (CE) e presso la casa circondariale di Rossano Calabro (CS),personale della Compagnia di Casal di Principe ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 2 soggetti, Raffaele Venosa e Francesco Carannante gravemente indiziati del delitto di duplice omicidio premeditato e aggravato, commesso, in concorso tra loro, per motivi abietti e futili ed al fine di agevolare il clan dei casalesi, in particolare la fazione facente capo alla famiglia VENOSA.
L’indagine, condotta dal N.O.R.M. della Compagnia di Casal di Principe ,nell’ambito di una più ampia attività investigativa avviata a giugno del 2014 e finalizzata a disarticolare la fazione Venosa del “clan dei casalesi”, al vertice del clan negli ultimi anni, ha consentito di:

 

– individuare nei due destinatari del provvedimento restrittivo, unitamente ad altri tre indagati, attualmente collaboratori di giustizia, gli ideatori ed autori del duplice omicidio di PAGANO Pasquale e COVIELLO Paolo, commesso il 26.02.1992 in Casapesenna (CE), via Campo d’Isola, attuale via Vasco De Gama, nel corso del quale le vittime vennero attinte da numerosi colpi d’arma da fuoco,mentre viaggiavano a bordo della Renault Clio targata CE689861

 

– accertare che l’evento delittuoso,eseguito nell’ambito della cruenta faida di camorra che vedeva, all’epoca, la contrapposizione tra la fazione “Venosa” e quella “Schiavone” del “clan dei casalesi”, venne commesso dalla fazione VENOSA per errore, poiché le due vittime, estranee a contesti criminali, vennero scambiate per i veri obiettivi dell’agguato, ovvero gli affiliati alla fazione Schiavone, ZARA Alfredo e FRASCOGNA Domenico.
I provvedimenti sono stati notificati nei confronti di un indagato libero, ritenuto l’attuale reggente della del “clan dei casalesi” e nei confronti di un indagato già recluso per altra causa.