Pensionato e usuraio: con i soldi aveva acquistato diversi appartamenti a Giugliano

Pensionato e usuraio: con i soldi aveva acquistato diversi appartamenti a Giugliano

Questa mattina militari della Guardia di Finanza di Pozzuoli hanno eseguito decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica – Sezione Criminalità Economica, nei confronti di De Lucia Gennaro (Pozzuoli. 13.05.1930), indagato per usura continuata ed esercizio abusivo del credito, sottoponendo a vincolo cautelare numerosi terreni e fabbricati siti in Giugliano in Campania, Mondragone e Sessa Aurunca.

 

Dalle articolate investigazioni è emerso che De Lucia Gennaro, pensionato e privo di adeguato reddito, ha effettuato nel tempo plurimi prestiti di somme di denaro – quantificati in un importo complessivo non inferiore a 347.000,00 € – a tassi usurari (oscillanti tra il 4 e il 10% mensile) a favore di imprenditori dell’area flegrea, in difficoltà economica con l’aggravante di aver richiesto cd ottenuto in garanzia dei crediti proprietà immobiliari.

 

L’indagine è stata svolta mediante accertamenti bancari a seguito di una segnalazione di operazioni sospette inviata dall’Unità di Informazione Finanziaria e l’escussione delle persone individuate quali beneficiarie dei prestiti e vittime dell’usuraio. I successivi accertamenti patrimoniali, effettuati dalla Guardia di Finanza nei confronti dell’indagato e del proprio nucleo familiare, hanno consentito di accertare la disponibilità di un rilevante patrimonio, costituito da n. 35 immobili ubicati nei comuni di Pozzuoli (NA), Giugliano in Campania (NA), Sessa Aurunca (CE) e Mondragone (CE) e l’evidente sproporzione fra i redditi dichiarati e le citate possidenze, il cui valore è stato stimato in circa sei milioni di Euro.

 

Il sequestro preventivo dei beni immobili, alcuni dei quali intestati a De Lucia Elisabetta, figlia dell’indagato, è finalizzato alla confisca cd. allargata prevista dall’art. 12-sexies D.L. 306/92.
Napoli, 20.05.2015
Il Procuratore della Repubblica