12 mesi di commissariamento, a morire pero’ e’ la cultura non la camorra

Precisiamo subito che noi ci ascriviamo a quelli che pensano al commissariamento del comune come una opportunità di riscatto e non come una vergogna. Tantomeno per ora possiamo tracciare già bilanci o giudizi. Su un argomento pero’ vogliamo attirare l’attenzione: la morte della cultura a Giugliano.

12 mesi di stop. Da quando la nostra citta’ e’ in mano ai commissari, prima Valiante e adesso la triade, le iniziative promosse in tal senso sono veramente poche: scorrendo le delibere c’è solo un patrocinio per 4.500 euro al premio Minerva e poi poco altro.

Combattere la camorra con la cultura. Noi siamo e restiamo convinti che per debellare la criminalità in questo paese ci sia bisogno di combattere la “cultura” camorristica. Per sconfiggere questo modo di pensare l’unico rimedio e’ quello di portare avanti iniziative che diano spazio alle tante menti brillanti e oneste di questa citta’.

Poche iniziative. Durante la scorsa estate non si e’ fatto nulla, il nostro timore e’ che anche questo Natale passi, tristemente, senza un cartellone di eventi e spettacoli. In questi mesi se non fosse stato per alcune associazioni, Giugliano Bene Comune, Ibris, Agora, Galleria Riccardo e altre, il territorio non avrebbe offerto niente ai propri residenti.

La carenza di spazi. Da quando la commissione si e’ insediata fittare uno spazio comunale e’ divenuto proibitivo in termini di costi e con la chiusura della Pro Loco, Giugliano non ha più sale per organizzare eventi. Ci rendiamo conto che le norme sono norme ma agevolare l’accesso a luoghi di cultura e socialità non e’ un modo per sconfiggere i criminali?

Questione cinema e forum. Durante la scorsa consiliatura si era riusciti ad assegnare il cinema Moderno e a varare il Forum dei Giovani. Entrambi i progetti non sono stati portati a termine (tralasciamo i motivi). Potrebbero essere questi due strumenti per rilanciare la cultura a Giugliano? Pensiamo proprio di si.

Il Basile, la tammorra e l’arte contemporanea. E’ di oggi la notizia dell’uscita di un nuovo lavoro sul Basile che la città sta dimenticando sempre più. Negli anni era stato fatto un lavoro sulla canzone popolare, non va perso. Ci sono ottimi elementi che praticano e promuovono l’arte contemporanea: va dato loro uno spazio.

In questo fine settimana ci sara’ il Libere Voci Festival: un evento che oramai e’ tradizione a Giugliano e che viene portato avanti solo con l’autofinanziamento. Un evento che se fosse sostenuto dalle istituzioni preposte sarebbe oggi di livello nazionale.

Non si può in una fase così delicata della vita pubblica della città lasciare tutto in mano all’iniziativa privata. C’è bisogno di una regia. C’è bisogno di cultura a Giugliano. Lasciare a digiuno i cittadini per due anni potrebbe significare la definitiva morte civile di questa comunità che nonostante tutto lotta e resiste.

P.s. L’opera in foto e dell’artista giuglianese Laura Niola “donna dipinta di nero – performance 2007”