Duplice omicidio a Varcaturo, il giallo sulla compravendita della casa. I familiari di Riano: “E’ stata venduta a 5 persone”

Duplice omicidio a Varcaturo, il giallo sulla compravendita della casa. I familiari di Riano: “E’ stata venduta a 5 persone”

Si cerca di fare chiarezza sui perché del duplice omicidio dei coniugi Luigi Simeone e Immacolata Assisi.

L’unica certezza, per ora, è quella inerente al motivo che, forse, avrebbe potuto far scattare l’ira omicida: l’acquisto della casa. Ipotesi, avallate, per ora dall’atto di compravendita.

Il documento sarebbe falso: è questo il terzo elemento a carico di Antonio Riano, il fioraio di Pianura tuttora in stato di fermo per il delitto di Luigi e Immacolata Simeone, la coppia di Melito ammazzata sabato sera. Il dato emerge dal decreto di fermo firmato dal Gip Alessandro Buccino Grimaldi e si aggiunge agli altri indizi già noti.

La famiglia del ragazzo, però, sostiene che Antonio sarebbe stato vittima di un raggiro: i Simeone, è questa la loro versione, avrebbero falsamente venduto l’appartamento ad altre cinque famiglie. Una tesi che al momento, non trova alcun riscontro investigativo. Gli agenti del commissariato di Giugliano, guidati dal primo dirigente Pasquale Trocino, avrebbero già rintracciato il notaio la cui firma compare sull’atto.

A incastrare il 27enne è stata un’impronta: il palmo della mano sulla portiera intriso di sangue di una delle vittime. La Squadra Scientifica non ha dubbi: apparterrebbe ad Antonio Riano.

Questo l’elemento che ha permesso di poter fermare il giovane: ben 21 punti sono compatibili con quella del fioraio di Pianura. Ma ci sono anche le immagini delle telecamere di un albergo della zona che ritraggono alle 21:22 il passaggio di una Renault seguita dal taxi dei Simeone: la prima auto sarebbe quella di Raiano. A destare sospetti anche il motivo per cui, il giovane di Pianura e la fidanzata, pare già fossero in possesso delle chiavi dell’abitazione: come è possibile che ci vende un appartamento consegni le chiavi prima di svuotarlo? E ancora: nell’abitazione, tutto era in ordine, tranne qualche vestito lasciato sul letto e non c’era traccia di scatoloni o altro che potessero far pensare ad un imminente trasloco.

Dubbi e ipotesi a cui investigatori vogliono dare una risposta.

Domenica mattina, intatto, si terrà nel carcere di Poggioreale l’udienza di convalida del fermo del 27enne che sarà interrogato dal magistrato.