Esclusiva- Sollazzo: “Ormai Roma non si può toccare. I napoletani non devono cadere in provocazioni”

Esclusiva- Sollazzo: “Ormai Roma non si può toccare. I napoletani non devono cadere in provocazioni”

Il giornalista Boris Sollazzo è intervenuto nel corso della puntata odierna di Club Napoli All News, in onda su Tele Club Italia per parlare degli striscioni apparsi allo stadio Olimpico in occasione di Roma-Napoli . Ecco le sue dichiarazioni:

“Hai scritto cose fortissime e molto sentite. Hai espresso distacco da quegli striscioni, ci parli di quello che hai scritto? Il mio cuore sanguina due volte. Roma non può parlare di una curva di stupidi che non rappresenta la città, è una città che è diventata rancorosa, razzista. E’ una città che non risponde neanche più al codice ultrà. Attaccare una donna, una madre, calunniandola è una cosa vergognosa. E’ da gente che vale nulla, è da ignobili. Lo dico soffrendo, da romano essendo  nato a Roma. La decisione di squalificare la curva Sud solo per un turno? Non penso ci fossero appigli legali per fare di più. La signora Leardi viene nominata solo in uno striscione, negli altri si intuisce soltanto. Dal punto di vista morale invece, l’onta può solo essere eliminata con un provvedimento molto, molto più pesante. Se non si intuisce la pericolosità di quanto è successo all’Olimpico allora vuol dire che siamo molto lontani da una soluzione duratura. La rivoluzione dovrebbe essere culturale, in occasione di striscioni del genere l’arbitro dovrebbe fermare la partita, i capitani dovrebbero chiedere la sospensione della gara e tutto il resto del tifo dovrebbe indignarsi ed anche lasciare gli spalti. Dal 3 maggio vedo un processo di isolamento di Napoli e dei napoletani, e questo mi fa molto male. Se il Napoli dovesse arrivare nuovamente in finale di Coppa Italia? Spero che non si replichi un nuovo Napoli-Fiorentina a Roma o una finale a Roma nel caso il Napoli dovesse arrivarci, si rischia una nuova tragedia. La capitale è spaccata, è una città strana in questi mesi, dopo la finale di Coppa. C’è una presunzione culturale, come se Roma essendo la capitale non si possa toccare. I Napoletani, invece, devono dimostrare di essere diversi, dobbiamo diostrare di non cadere sempre nelle stesse provocazioni.”