Tangenti Ischia, si dimette il sindaco Ferrandino. Bufera nel Pd

Tangenti Ischia, si dimette il sindaco Ferrandino. Bufera nel Pd

Giosi Ferrandino si dimette dalla carica di sindaco di Ischia. Ferrandino è in carcere per la vicenda delle presunte tangenti con la CPL Concordia, società incaricata per l’appalto della metanizzazione sull’isola. La legge in ogni caso prevede un termine di 20 giorni per un ripensamento sulle dimissione, scaduto il quale diventano esecutive con la conseguente nomina del commissario prefettizio.

I pm stanno valutando anche la possibilità di ascoltare come persona informata dei fatti Massimo D’alema, tirato in ballo in diverse telefonate intercettate dagli inquirenti ma non indagato.

Sul caso si è espressa anche l’onorevole Giovanna Palma scrivendo: “Conosco Giosi Ferrandino, ottimo imprenditore turistico e sindaco ben voluto. Sono convinta che riuscirà a dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati e a uscire a testa alta dall’inchiesta. è giusto che chiunque prima di essere eletto venga coinvolto in inchieste giudiziarie si faccia da parte”. L’ex primo cittadino di Ischia, candidato alle ultime europee, prima della bufera Concordia era già stato rinviato a giudizio per due vicende quando era sindaco di Casamicciola.

Il caso Ferrandino ha comunque aperto uno squarcio soprattuto nel partito democratico che ne ha stabilito la sospensione ma che oggi si trova a fare i conti oltre che con l’ex primo cittadino con i vertici democratici. Ci sarebbe infatti un’area del partito campano scontenta di come il segretario provinciale Carpentieri ha gestito la vicenda Ferrandino in occasione dell’elezione alla presidenza dell’Anci. Malessere che va ad aggiungersi alla vicenda primarie di Pomigliano dove tra la sospensione e l’annullamento ancora non c’è il candidato sindaco. E c’è chi si chiede come sia possibile “annullare le primarie di Pomigliano in tre minuti e attendere un giorno per la sospensione di un sindaco arrestato”. Sulla posizione del segretario provinciale non è dello stesso avviso l’onorevole Michela Rostan che sostiene che “le vicende interne al partito siano altro rispetto alle vicende giudiziarie. Carpentieri ha operato nel rispetto delle regole statutarie, le vicende pregresse non possono essere collegate ai fatti di oggi”.