A Scampia l’abbraccio con la gente delle Vele, a piazza Plebiscito il monito del Papa: “La corruzione puzza”

A Scampia l’abbraccio con la gente delle Vele, a piazza Plebiscito il monito del Papa: “La corruzione puzza”

E’ arrivato alle 7,50 a Pompei papa Francesco. La sua prima visita a Napoli si è aperta al santuario della Vergine del Rosario dove Bergoglio si è raccolto in preghiera con i fedeli. Poi l’ingresso in chiesa sottolineato da un «viva il Papa» seguito da un lunghissimo applauso. In Basilica Papa Francesco ha recitato la supplica alla Madonna.

Subito dopo, sempre a bordo del suo elicottero, è giunto a Scampia. In “papamobile” Francesco ha attraversato la strada che tra un tripudio di bandierine e fedeli lo ha condotto verso il palco eretto nel cuore del «quartiere delle Vele». Giunto sul palco il santo padre ha fatto salire tutti i bambini che erano lì intorno. Il cardinale Crescenzio Sepe ha introdotto il discorso. “Lei parla il linguaggio del cuore, quello che capiscono i napoletani. Vedrà, alla fine di questa visita, avrà voglia di tornare qui. Buongiorno Santità, oggi un sogno diventa realtà. Oggi siamo qui per ascoltarla, per essere confermati nella fede. Lei toccherà con mano una realtà bella, meravigliosa ma ferita, un po’ dolente per la criminalità malavitosa e camorristica. Ma qui c’è l’impegno delle nostre parrocchie”.

E poi la parola a diversi fedeli. La prima a parlare è stata un’immigrata, Corazon, che ha parlato a nome di tutti gli immigrati chiedendo di “essere accolti, riconosciuti”.

Poi Michele, un lavoratore che ha fatto appello al pontefice per chi un lavoro non ce l’ha. E infine il presidente della corte d’appello di Napoli che ha toccato il tema della legalità e della corruzione. “Qui il rispetto delle legge è continuamente tradito dalla corruzione e dalla violenza. Ci indichi, Santità, un percorso di speranza che sostenga l’attività e l’impegno civile di tutti coloro che perseguono la legalità” ha detto Bonaiuti.

La parola è così passata a papa Francesco che con un discorso toccante ma allo stesso tempo forte e diretto ha risposto a tutti. “I migranti sono come noi, tutti noi siamo migranti e figli di Dio. Siamo tutti in cammino. Non sono cittadini di secondo grado. Questo non è scritto in un libro, ma nella nostra carne viva”. E poi riguardo la legalità e il lavoro: “Se noi chiudiamo la porta ai migranti, se noi togliamo il lavoro e la dignità alla gente, come si chiama questo? Si chiama corruzione e tutti noi abbiamo la possibilità di essere corrotti. Quanta corruzione c’è nel mondo – aggiunge il Pontefice – è una parola brutta, perchè una cosa corrotta è una cosa sporca. Se noi troviamo un animale che è corrotto è brutto, ma puzza (il Papa ha usato il termine  ‘spuzza’), la corruzione puzza e la società corrotta puzza, e un cristiano che fa entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, puzza”.

 

Dal palco di piazza Plebiscito il papa si è rivolto ai giovani dicendo: “Apritevi alla potenza di gesù risorto e porterete frutti di vita nuova a questa città, frutti di condivisione che solo Gesù ci porta. Cari napoletani largo alla speranza e non lasciatevi rubare la speranza, non cedete alle lusinghe di facili guadagni o di redditi disonesti. Questo è pane per oggi e fame per domani. Non ti può portare niente, reagite con fermezza alle organizzazioni che sfruttano con cinico commercio della droga e altri crimini”.

Francesco ha poi continuato così: “La delinquenza non sfiguri il volto di questa bella città e non sfiguri la gioia del vostro cuore napoletano”. Poi si è rivolto ai criminali e a tutti i loro complici “Oggi io umilmente come fratello dico convertitevi all’amore e alla giustizia lasciatevi trovare dalla misericordia di Dio. Siate consapevoli che gesù vi sta cercando per abbracciarvi per baciarvi per amarvi di più. con la grazia di dio che perdona tutto e sempre è possibile ritornare a una vita onesti. Ve lo chiedono anche le lacrime delle madri di napoli e quelle della madre celeste invocate a piedigrotta. queste lacrime riconducano tutti sulla via del bene”.

“Oggi comincia la primavera – ha detto Bergoglio – e porta speranza questo è il mio augurio e la mia preghiera per una città che ha in sé tante potenzialità spirituali, culturali e umane e sopratutto tanta capacità di amare. il futuro di Napoli è aprirsi con fiducia al mondo dare largo alla speranza questa città può trovare nella misericordia di gesù la forza per tante famiglie. sperare è già resistere al male, è scommettere sulla misericordia di Dio che è padre e perdona sempre e tutto”.

 

Dio vive a Napoli, la sua grazia e la sua benedizione sostengano il vostro cammino nella fede nella carità e nella speranza. I vostri progetti di riscatto morale e sociale.