Camorra, omicidio Nuvoletta: sequestro dei beni per Maurizio Capoluongo

Camorra, omicidio Nuvoletta: sequestro dei beni per Maurizio Capoluongo

In data odierna, la Polizia di Stato, ed in particolare i1 Servizio Centrale Operativo e le Squadre Mobili di Napoli e Caserta, a seguito di una articolata attivita di indagine hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di Maurizio CAPOLUONGO, gia destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso it Tribunale di Napoli confermata dal Tribunale del Riesame per l’omicidio di NUVOLETTA Ciro e per associazione di stampo camorristico.

 

Le indagini ,sia sui fatti criminosi oggetto di contestazione, che sul patrimonio del CAPOLUONGO traevano origini dalle puntuali dichiarazioni di Antonio ‘OVINE, militante nel clan dei casalesi sin dagli anni ’80 e dal 1998 con ruolo di vertice, insieme con Michele ZAGARIA, d,ivenuto recentemente collaboratore di giustizia. collaboratore, infatti, nel ricostruire la storia del clan sin dalla sua nascita, le dinamiche interne ed i rapporti di forza tra le diverse famiglie che ne costituivano l’ossatura, forniva uno straordinario contributo anche per individuare beni immobili e societa riconducibili ad affiliati all’organizzazione casalese.

 

A seguito della minuziosa attivita investigativa eseguita dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dalle Squadre Mobili di Napoli e Caserta, veniva accertata la partecipazione di Maurizio CAPOLUONGO all’omicidio di Ciro NUVOLETTA e ricostruita nella sua evoluzione la partecipazione al clan dei casalesi sin dal periodo in cui BARDELLINO Antonio ne rappresentava it capo indiscusso e carismatico. Gli elementi indiziari acquisiti net corso dell’attivita di indagine consentivano di accertare che nel corso del tempo il CAPOLUONGO aveva accumulato un rilevante patrimonio solo in parte, formalmente, nella sua titolaritaicomposto da beni immobili di diversa natura e dislocati in diverse regioni d’Italia e da altri beni mobili, tra cui preziosi di ingente valore.

 

Il provvedimento di sequestro adottato in via d’urgenza si rendeva necessario al fine di impedire la dispersione dei beni nonostante it CAPOLUONGO fosse ristretto al regime di cui a141 bis dell’ordinamento penitenziario. Le intercettazioni, infatti, rivelatesi, anche in tal caso, strumento particolarmente incisivo per la ricostruzione del patrimonio del CAPOLUONGO, svelavano una strategia concordata con i suoi piu stretti congiunti per alienare alcuni beni e quote societarie ed occultame altri non ancora individuati e sui quali sono tuttora in corso attivita investigative.