Mostra della pittrice Lilliana Comes, intitolata “La donna ferita”

Mostra della pittrice Lilliana Comes, intitolata “La donna ferita”

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha stabilito nel 2000 che il 25 novembre sarebbe stato un giorno funesto, un giorno di riflessione sulla violenza esercitata contro le donne, di ogni razza e di ogni cultura. L’Italia, con un ritardo imperdonabile dovuto a retaggi culturali, soltanto nel 2005 ha iniziato a celebrare questa giornata, dando avvio ad iniziative politiche e culturali a partire da centri antiviolenza e case delle donne.

 

Neppure quest’anno Qualiano si esime dall’appuntamento, promuovendo una due giorni di riflessione. L’assessorato alle pari opportunità, con il contributo dell’assessora alla Pubblica Istruzione Valentina Biancaccio, ha organizzato due eventi: domenica 24 novembre alle 17 presso la sala consiliare è prevista una mostra della pittrice Lilliana Comes, intitolata “La donna ferita”. “Perché dipingo donne? – ha dichiarato la Comes in una recente intervista – perché per me l’universo gira tutto al femminile. Solo le donne sono capaci di raccontare la loro forza e il loro coraggio”. Il tema sarà denunciare la violenza fisica e morale usata contro le donne, in ambito culturale, sociale e lavorativo, attraverso immagini che ritraggono gli occhi di donne ferite con i loro drammi individuali e di genere.

 

Alle 18 è invece prevista la proiezione del film “Chocolat” di Lasse Hallstrom, tratto dall’omonimo romanzo dell’autrice britannica Joanne Harris, alla cui conclusione si terrà un dibattito con i contributi della psicologa Anna De Rosa e la presidentessa del Telefono Rosa Teresa Vitale. Il giorno 25 novembre, inoltre, alle 10:30 presso la stessa sede, prenderà il via il convegno “Violenza sulle donne, emergenza sociale”, con la partecipazione del primo cittadino, degli assessori Biancaccio e Odierno, e con la speciale partecipazione di Tina Esposito, volontaria dello “Sportello Donna” di Villaricca e di Arianna Cristiano, psicologa esperta in Psicoterapia.

 

Il tema è di forte e preoccupante attualità: si pensi che dall’inizio di quest’anno sono stati registrati 124 femminicidi, neologismo di recente coniazione con riferimento all’uccisione di donne da parte di mariti, compagni, fidanzati e figli sbagliati. Si tratta di un fenomeno in allarmante espansione negli ultimi anni; migliaia le denunce, ma altrettanto numerose sono le donne che subiscono violenza e che non sporgono denuncia, a causa di una cultura maschilista e misogina che le costringe a nascondersi dietro al silenzio. Con questa ed altre iniziative si spera si possa invitare le istituzioni a riflettere, affinché il genere in questa nazione non sia più una condanna a morte.