Duplice omicidio a Miano, l’ombra della vendetta sulla morte di Palumbo e Mele

Duplice omicidio a Miano, l’ombra della vendetta sulla morte di Palumbo e Mele

Almeno dodici i colpi esplosi ieri sera a Miano. Antonio Mele e Biagio Palumbo, 57 e 53 anni, sono stati trucidati sotto casa. Lì, in via Janfolla, li aspettavano i killer. L’agguato è avvenuto intorno alle 19. Gli investigatori non hanno dubbi: si tratta di un duplice omicidio di camorra.

L’agguato. I due, entrambi pregiudicati, erano in macchina e stavano per scendere per fare rientro a casa quando i killer si sono avvicinati e hanno fatto fuoco. Mele e Palumbo sono morti sul colpo, non hanno avuto neppure il tempo di provare a scappare. I carabinieri giunti sul posto hanno ritrovato l’auto crivellata di colpi con i fari ancora accesi. Mele, meglio conosciuto come Tonino 0′ animale, era già stato in carcere per associazione di stampo mafioso.

Le ipotesi. Il teatro di questo ennesimo omicidio è la ex roccaforte dei Capitoni. Ed è proprio qui che si inquadra quanto accaduto ieri sera. Dopo che i Lo Russo sono stati decapitati, nel quartiere si è creato un vuoto di potere che ha accresciuto le mire espansionistiche di singoli gruppi. E’ il caso dei Nappello che si erano smarcati dai Lo Russo e avevano costituito un gruppo autonomo. Come è possibile che i due uccisi ieri, dopo essere stati vicini ai Capitoni, avessero scelto di far parte di qualche nuova organizzazione. Probabile, secondo gli investigatori, che si fossero avvicinati al gruppo di Angellotti che avrebbe potuto aver pestato i piedi ai Nappello. Questi ultimi hanno poi da vendicare un duplice omicidio lo scorso maggio dove furono uccisi zio e nipote. Questa è dunque una delle piste che in queste ore stanno seguendo gli investigatori. La risposta a quell’esecuzione nei confronti dei Napello.

Non è escluso però che si tratti di una vendetta interna ai Lo Russo. La zona resta comunque controllata dalla criminalità organizzata. Nel quartiere ci sono sentinelle che avvertono in caso di strani movimenti. E per questo, pensare che i killer siano entrati in via Janfolla, abbiano messo a segno il duplice omicidio senza che nessuno li vedesse, risulta alquanto improbabile. Nonostante arresti e pentimenti eccellenti, probabile che ci sia ancora qualcuno legato ai Lo Russo.