“Sentenze aggiustate”, arrestato anche magistrato napoletano

“Sentenze aggiustate”, arrestato anche magistrato napoletano

Una operazione congiunta tra la Procura di Roma e Messina ha portato la Guarda di Finanza ad effettuare 15 arresti per due associazioni a delinquere dedite alla frode fiscale, reati contro la pubblica amministrazione e corruzione in atti giudiziari. Tra i fermati anche il napoletano Giancarlo Longo, ex pm della Procura di Siracusa, l’avvocato Piero Amara e gli imprenditore Fabrizio Centofanti e Enzo Bigotti, quest’ultimo già coinvolto nel caso Consip.

Sono tre le sentenze “aggiustate” contestate dai pm della Procura di Roma all’ex presidente di sezione del Consiglio di Stato, Riccardo Virgilio. Quest’ultimo (oggi in pensione) avrebbe ‘pilotato’ tre sentenze che hanno inciso favorevolmente per clienti degli avvocati Pietro Amara e Giuseppe Calafiore (indagati in concorso con il magistrato). Era stato recentemente trasferito alla sezione distaccata del tribunale di Ischia, nel ruolo civile, il magistrato Giancarlo Longo, arrestato questa mattina nell’ambito dell’inchiesta delle procure di Roma e di Messina. Spiega Francesco Cellammare, presidente dell’Associazione Forense di Ischia: “Il giudice Longo – aggiunge – era stato trasferito qui lo scorso 22 gennaio e finora si era limitato a meri rinvii. Stava seguendo un corso di approfondimento in procedura civile avendo lavorato come pm al penale per tanti anni”.

L’ex pm di Siracusa è accusato di associazione a delinquere, corruzione e falso. “In qualità di pubblico ufficiale svendeva la propria funzione”, si legge nella misura cautelare emessa a suo carico. “Longo usava le prerogative a lui attribuite dall’ordinamento per curare interessi particolaristici e personali di terzi soggetti dietro remunerazione”.