La giunta approva il bilancio: ora il documento passa al Consiglio. Per uscire dall’emergenza si pensa a un piano decennale per il rientro.

La giunta approva il bilancio: ora il documento passa al Consiglio. Per uscire dall’emergenza si pensa a un piano decennale per il rientro.

MARANO. Approvato in giunta lo schema di bilancio di previsione per l’anno 2013. Un piano finanziario approvato quasi in extremis (il termine ultimo previsto dalla legge era il 30 novembre), stilato nel rispetto del patto di stabilità. Lo schema di bilancio, che di previsionale ormai non ha più nulla, contempla la riduzione di mezzo punto dell’Irpef (dallo 0.8 allo 0.75 per cento) e il ritorno alla Tarsu, con una maggiorazione del 2 per cento, oltre ai 30 centesimi al metro quadro che andranno allo Stato centrale. La discussione passa ora al vaglio del Consiglio comunale. Un passaggio inevitabile, che consentirà ai rappresentanti del civico consesso di confrontarsi, in particolare, sulle scelte politiche e di futura programmazione economico-finanziaria dell’amministrazione in carica, visto che sulle questione prettamente legate al bilancio appena approvato (l’annualità volge ormai al termine) ci sarà ben poco da disquisire.

Un piano decennale per il rientro. L’allarme sullo stato dei conti dell’ente, sorto tra il 2011 e il 2012 e sfociato a suo tempo in uno stato di deficitarietà strutturale, non sembra tuttavia cessato. L’assessore al Bilancio Paolo Longoni, in una delle ultime sedute del civico consesso, ha infatti ribadito le sue preoccupazioni circa i contenziosi legali pendenti (almeno 1200, secondo quanto affermato in aula dall’assessore al ramo), i debiti strutturali e la piaga dei debiti fuori bilancio. Il dissesto finanziario non sembra più alle porte, anche alla luce di qualche boccata di ossigeno arrivata di recente al Comune; tuttavia, per uscire dallo stato di emergenza (il Comune non può più attingere dagli avanzi di amministrazione), occorrerà con ogni probabilità varare un piano anti-default decennale. Analoghi piani per il rientro sono già stati predisposti da numerosi enti pubblici italiani. Articolato in dieci anni, consentirà al Comune – con qualche ulteriore e inevitabile sacrificio – di mettere definitivamente in ordine i propri conti.