Napoli, video hard virale su WhatSapp. La donna: “Sto male, cancellatelo”

Napoli, video hard virale su WhatSapp. La donna: “Sto male, cancellatelo”

Sembra un nuovo caso Tiziana Cantone quello scoppiato nel napoletano: vittima una donna di circa 40 anni, protagonista di un video hard diventato virale su WhatsApp e sui social soprattutto per le parolacce e le frasi in vernacolo pronunciate durante il rapporto sessuale. Del caso si è occupato anche il consigliere regionale dei verdi Francesco Emilio Borrelli.

A intervenire a La Radiazza, la trasmissione radio condotta da Gianni Simioli, ha parlato la stessa vittima. “Sto male, ho vergogna. Qualsiasi persona che mi guardi vi prego smettetela. Cancellate il video, fatelo per i miei figli”. Ha provato a far dissuadere le persone dal condividere il suo video. La donna nei giorni scorsi avrebbe già tentato il suicidio per il senso di vergogna provato in questi giorni. Sul caso indagano i carabinieri per ricostruire i passaggi del filmato e risalire a eventuali responsabilità.

“Oggi (ieri, ndr) abbiamo sentito la ragazza protagonista del video e abbiamo avuto la conferma che è disperata perché è preoccupata anche per le conseguenze che questa vicenda potrebbe avere per le figlie, e per il suo lavoro – ha spiegato a La Radiazza – la donna si è lasciata riprendere, sicuramente incoscientemente, durante un rapporto sessuale con quello che sarebbe il suo compagno. L’aggravante è che il tutto è condito da esternazioni davvero di cattivo gusto. Di cattivo gusto tanto quanto l’aspetto dell’uomo protagonista del video”.

La donna non voleva che il filmato venisse diffuso. Come se non bastasse, dopo la diffusione del filmato, l’uomo che l’ha ripresa è sparito: “Abbiamo anche scoperto che il fidanzato l’ha abbandonata al suo destino quando ha scoperto che il video è diventato virale”, aggiunge Borrelli. “Ho già messo in contatto la ragazza con l’assessore regionale Chiara Marciani e, in queste ore, ci sarà un primo incontro per capire come possiamo aiutarla a combattere questa sua battaglia. L’aiuto sarà possibile grazie alle opportunità offerte dalle leggi regionali contro il cyberbullismo e la violenza di genere”.