Giugliano, mal di pancia nel Pd: la corrente Marciano diserta incontro con candidati. Parisi: “Discussione post-elezioni”

Giugliano, mal di pancia nel Pd: la corrente Marciano diserta incontro con candidati. Parisi: “Discussione post-elezioni”

I dissapori nel Partito democratico di Giugliano ancora non sono passati dopo la presentazione delle liste. Le candidature sono mal digerite tanto che ieri all’incontro previsto tra il circolo e i candidati a Camera e Senato l’area che fa riferimento ad Antonio Marciano ha disertato la riunione. (Il documento consegnato al segretario)

Ma non solo. Tre componenti della segreteria hanno rassegnato le loro dimissioni. Quello che contestano è il metodo con cui si è arrivati alla scelta dell’avvocato Pino Pellegrino, dopo che il circolo locale per settimane aveva fatto riunioni per trovare la quadra intorno a un nome, quello di Emanuele D’Alterio. A conti fatti la sezione locale dei democratici è stata completamente esautorata. E questo dunque ai cosiddetti “marcianiani” non va giù. Ieri sera Pellegrino e Palma hanno incontrato il circolo. Per il noto penalista è stato questo il primo incontro con gli esponenti democratici giuglianesi. Il segretario Di Girolamo ha inviato una lettera di protesta al provinciale per il metodo con cui è stata presentata la candidatura di pellegrino.

Di diverso avviso invece l’area di Svolta a Sinistra. “La candidatura di Pellegrino è frutto di un percorso politico che ha lasciato a Renzi la possibilità di indicare anche soggetti che non frequentano i circoli ma che possono dare respiro al partito – commenta Pasquale Parisi – Per noi vale il simbolo del Pd, a prescindere di chi sia il candidato. Avremmo sicuramente voluto contribuire di più nella scelta dei candidati ma la nostra remora non è certo nei confronti di Pellegrino” continua Parisi. Sul gesto dei componenti dimissionari della segreteria Parisi ritiene che è giusto ci sia una discussione su quanto accaduto “ma non in questo momento, adesso è illogico e innaturale farla – dice – si correrrebbe il rischio che qualche forma di demagogia prenda il sopravvento. E’ giusto rinviarla dopo le elezioni”.