Arzano, Ciro aggrappato al treno in corsa: dopo il video parla la fidanzata

Arzano, Ciro aggrappato al treno in corsa: dopo il video parla la fidanzata

Una corsa, un ritardo che gli sarebbe costato la vita. E’ questa l’ipotesi al momento più accreditata dagli investigatori sulla morte di Ciro Ascione, il 16enne di Arzano ritrovato senza vita sui binari a Casoria.

Ciro quel maledetto sabato sera era in ritardo per rientrare a casa. Una folle corsa per non perdere il treno che lo avrebbe riportato a casa da Napoli tanto da aggrapparsi al convoglio in partenza con le porte già chiuse.

Il 16enne aveva trascorso il pomeriggio con la fidanzatina a Napoli nella villa comunale. Fino alle 9 i due restano lì a passeggio mano nella mano, come due fidanzatini. Ciro però era in ritardo. Alle 8.48 riceve la telefonata del padre: il ragazzo dice di essere già in metropolitana ma non era vero, era ancora nella villa comunale. Di corsa raggiungono la stazione di via Toledo: il treno per Arzano era alle 9.22 dalla stazione centrale.

Ciro, secondo quanto racconta la fidanzata a Il Mattino, le aveva promesso di chiamarla quando era a Garibaldi “ma quella telefonata non è mai arrivata”. “Non mi sono subito preoccupata – dice la ragazza – Ciro era tranquillo, felice del pomeriggio trascorso insieme”.

Un fotogramma, ripreso dalle telecamere della stazione di piazza Garibaldi a Napoli, fisserebbe Ciro agganciato al predellino del treno Regionale 24397, con le porte chiuse del vagone in partenza. Se arriveranno altri riscontri, Ciro sarebbe morto così. Ciro in ritardo racconta una bugia al papà al telefono, dicendogli di essere già in Metropolitana mentre era ancora con la ragazza. Pur di non perdere il treno che lo riporta a casa, pur di non venir meno all’impegno preso con i genitori di tornare in orario a casa, salta su quel treno ma le porte si chiudono e il treno parte.

Il 16enne resta aggrappato per centinaia di metri prima di cadere. Una tragedia, un incidente, una folle corsa che gli è costata la vita. “Ciro era un ragazzo tranquillo, molto affettuoso, era diverso dagli altri. Non vedeva l’ora di finire la scuola e mettersi a lavorare. Mi diceva sempre ‘Non potrei perderti, sono felice con te. Se qualcuno ti tocca io vado in galera con il sorriso’. Ho lasciato il mio ex per lui, lo volevo bene ” racconta la ragazza al quotidiano napoletano.

Domani ci sarà l’autopsia sul corpo del ragazzino che chiarirà le cause della morte. La città di Arzano si è subito stretta intorno alla famiglia, ieri in tanti sono scesi in strada per una fiaccolata. 

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