Clan Moccia, 45 arresti: retata tra Afragola, Casoria, Fratta e Arzano

Clan Moccia, 45 arresti: retata tra Afragola, Casoria, Fratta e Arzano

Retata oggi 23 gennaio contro il clan Moccia. Decine di arresti all’alba tra Afragola, Cardito, Arzano, Casoria, Crispano, Caivano, Frattamaggiore e Acerra. Centinaia di persone svegliate da elicotteri e sirene. Nelle prossime ore saranno svelati i nomi di tutti quelli finiti in manette.

Su ordine della DDA,  Squadra Mobile di Napoli e del Nucleo Investigativo Carabinieri di Castello di Cisterna, anche con l’ausilio della Guardia di Finanza, sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal  GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di 45 persone. I soggetti  destinatari della misura restrittiva sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa, detenzione di armi comuni e da guerra e relative munizioni, plurimi episodi di estorsione aggravata, riciclaggio di ingenti somme di denaro.

Si tratta di una complessa attività investigativa finalizzata a ricostruire gli assetti dell’associazione di stampo camorristico nota come clan Moccia, radicata, in ampie aree della provincia di Napoli e nel Lazio, a partire dal 2011 e fino ai tempi più recenti. L’attività in argomento è stata svolta mediante il ricorso  a indagini tecniche con il contemporaneo monitoraggio di colloqui in carcere ed il conseguente sequestro di alcuni manoscritti inviati da soggetti detenuti ai propri fiduciari liberi nonché con il contributo di vari collaboratori di giustizia.

In particolare, sono stati ricostruiti i nomi al vertice del clan Moccia, cui hanno preso parte Mazza Anna (deceduta) , Moccia Luigi, Moccia Teresa, Iazzetta Filippo, oltre ai soggetti fiduciari della dirigenza del sodalizio (i cosiddetti “senatori” affidatari delle direttive impartite da quest’ultimi e dei resoconti destinati ai medesimi) Caputo Salvatore (deceduto), Liberti Domenico, Luongo Mario, Puzio Pasquale, Sesene Antonio.

Le indagini tecniche, oltre a portare alla luce i profondi contrasti esistenti tra alcuni dei cosiddetti senatori, hanno confermato la rilevanza del ruolo assunto da Pellino Modestino (gia sorvegliato speciale obbligatoriamente domiciliato a Nettuno, in provincia di Roma,  e soppresso il 24 luglio 2012), subordinato solo a quello del capo indiscusso dell’associazione Moccia Luigi (già sottoposto a libertà vigilata a Roma, dove aveva da tempo trasferito i propri interessi).

 Sono state ricostruite la più recente conformazione del clan Moccia, le responsabilità del suo vertice assoluto, dei dirigenti e dei relativi referenti sul territorio, le modalità di comunicazione tra gli affiliati, anche detenuti, la capillare attività estorsiva, l’imposizione delle forniture per commesse pubbliche e private, la ripartizione tra i sodali, liberi e detenuti, degli illeciti profitti conseguiti tramite le precedenti attività, le infiltrazioni del sodalizio negli apparati investigativi.