Ciro Di Marzio, D’Amore faceva il camorrista e finiva morto anche in altri due film

Ciro Di Marzio, D’Amore faceva il camorrista e finiva morto anche in altri due film

Non è la prima volta che Marco D’Amore impersona un camorrista. E non la prima volta che muore. Era già capitato in altre due belle pellicole interpretate dall’attore casertano. “Una vita tranquilla”, del 2010, regia di Claudio Cupellini, che forse tutti ricorderanno soprattutto per il protagonista, Toni Servillo. E “Perez”, con Luca Zingaretti, del 2014, anno della prima serie di Gomorra.

Una vita tranquilla

Anche in quel film Marco D’Amore, nei panni di Diego, è calvo e ha un abbigliamento molto simile a quello che vediamo anche nella serie di Gomorra. Insieme a un amico di nome Edoardo, Diego raggiunge in Germania suo padre, Rosario Russo, ex camorrista spacciatosi per morto per sfuggire. Diego prova un evidente rancore nei confronti del padre, che ha lasciato la famiglia quando lui era piccolo, senza farsi più vedere. Emergono quindi inquietanti retroscena del passato di Rosario e del presente di Diego, giunto in Germania per assassinare, per conto della camorra, un industriale tedesco che sta per stipulare un contratto per lo smaltimento dei rifiuti provenienti dalla Campania.

Il padre, ignaro dei motivi per cui Diego è giunto in Germania ma messo in allerta dal suo strano atteggiamento, lo segue nel momento dell’attentato e la sua apparizione impedisce che Diego commetta materialmente l’omicidio, di cui si occupa Edoardo. A quel punto la situazione sfugge di mano ai tre: Rosario invita il figlio a lasciare al più presto la Germania, ma Edoardo lo ammonisce: in lui ha riconosciuto Antonio De Martino, malavitoso pentito e datosi alla macchia, ritenuto morto. Rosario uccide Edoardo, innescando una serie di conseguenze: il figlio lo aiuta a far sparire il cadavere dell’amico, ma non accetta la decisione di seguire le orme del padre, rifacendosi “una vita tranquilla” in Germania sotto altro nome.

Diego rapisce Mathias, il figlio di nove anni di Rosario avuto dal matrimonio con una donna tedesca, costringendolo ad un appuntamento-agguato ad un autogrill vicino a Teano, dove due killer della camorra erano sopraggiunti, avvertiti da Diego. Mentre si avviano all’esecuzione in periferia, Diego dice al padre di non aver minimamente intenzione di rifarsi una vita come aveva fatto lui: nella sparatoria e nell’incidente, Diego, prima di diventare Ciro Di Marzio, perde la vita e Rosario riesce a sparire.

Perez

E’ la seconda pellicola in cui D’Amore veste i panni di un camorrista e muore. In questo film, Demetrio Perez, interpretato da Luca Zingaretti, è un famoso avvocato penalista napoletano, considerato per molto tempo uno dei migliori nel suo campo, ma essendosi fatto troppi nemici si è ridotto a fare l’avvocato d’ufficio. La sua vita comincia ad andare a rotoli quando sua figlia Tea si innamora di Francesco Corvino, Luca D’Amore, figlio di un boss della camorra. Nonostante la riluttanza di Perez, Francesco afferma di essere sinceramente innamorato di sua figlia.

Luca Buglione, boss di un clan rivale dei Corvino, capendo di essere arrivato al capolinea, decide di costituirsi, facendosi rappresentare da Perez e stringendo con lui un accordo: se l’avvocato recupererà per lui una partita di diamanti di contrabbando, lui testimonierà come pentito a sfavore di Francesco. Perez accetta e si reca nel posto stabilito insieme al collega Ignazio Merolla, recuperando i diamanti dallo stomaco di un toro. Francesco, incriminato per l’omicidio di una coppia di anziani, si vede costretto ad organizzare una fuga in Spagna. Quando però scopre che Perez è l’avvocato del boss rivale, il suo atteggiamento cambia completamente: prende in ostaggio lui e sua figlia affinché lo portino nella località segreta dove Luca Buglione viene tenuto sotto protezione come collaboratore di giustizia.

Buglione stabilisce un incontro notturno con l’avvocato per farsi consegnare i diamanti: Francesco va con Perez e Tea all’appuntamento e, approfittando del buio, tenta di sparare di sorpresa al boss rivale ma Perez lo investe, uccidendolo. L’avvocato consegna i diamanti a Buglione, il quale gliene lascia una parte. Perez e la figlia Tea bruciano il corpo di Francesco.