Terribile rapina in treno sulla Napoli-Caserta, arrestati in due grazie a denuncia di un giornalista

Terribile rapina in treno sulla Napoli-Caserta, arrestati in due grazie a denuncia di un giornalista

La Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Ferroviaria di Napoli ha eseguito nella giornata di ieri un’ordinanza di Custodia Cautelare degli arresti domiciliari per due giovani resisi responsabili di  varie rapine, perpetrate lo scorso febbraio a bordo di un treno regionale sulla tratta Napoli-Caserta ai danni di due giovani viaggiatori.

Grazie alla denuncia pubblicata sul quotidiano “ROMA” da un giornalista testimone di una rapina perpetrata lo scorso febbraio a bordo del treno regionale 24327 da tre giovani nella giornata di ieri è stata eseguita un’ordinanze applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico dei due maggiorenni STAFFA Mariano di anni 21 e PASCARELLA Antonio di anni 24, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.

Le indagini sono  state condotte dagli uomini della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Ferroviaria di Napoli dopo aver appreso da un articolo di stampa dei fatti criminosi occorsi in data 13 febbraio 2017 a bordo di un treno regionale 24327 Napoli-Caserta.

Il giornalista, testimone dei fatti criminosi, attraverso la sua denuncia sul quotidiano ha consentito agli agenti della Polfer di svolgere una serie di sopralluoghi a bordo del treno,  di rintracciare alcune giovani vittime di rapine perpetrate sistematicamente da un gruppo di circa dieci ragazzi e  tra questi lo Staffa ed il Pascarella. Attraverso la visione dei filmati e la testimonianza delle vittime gli investigatori sono  riusciti a ricostruire le dinamiche di più episodi di rapina, addivenendo alla  identificazione di alcuni rapinatori.

In particolare, in uno degli episodi ricostruiti, uno dei rapinatori si avvicinava alla giovane vittima e puntandogli un coltello alla gola gli intimava di consegnargli il telefono cellulare mentre un complice teneva bloccata la persona offesa ed un terzo complice faceva da palo.