Camorra, la scalata del clan Bellofiore: il gruppo sospettato della stesa di via Carrà

Camorra, la scalata del clan Bellofiore: il gruppo sospettato della stesa di via Carrà

Nuovi equilibri criminali sembra si stiano delineando a Napoli, in particolare nel quartiere Pianura, dove sta prendendo sempre più potere la compagine criminale legata ad Antonio Bellofiore, detto Tonino 38. Una nuova formazione che si sta affermando negli scenari criminali e che può contare su giovanissimi malavitosi desiderosi di “fare carriera” e di scalare le gerarchie criminali, oltre a qualche superstite delle vecchie organizzazione dei Mele e dei Pesce – Marfella, duramente colpiti da arresti e pentimenti.

Un vuoto di potere in cui si è inserito Tonino 38 con la sua organizzazione, in particolare nel ramo delle estorsioni, con commercianti che avrebbero già subito la visita dei suoi affiliati che in occasione del Natale, come della Pasqua e di Ferragosto, si dedicano alla questua per i detenuti. Il gruppo starebbe però cercando di inserirsi anche nel controllo delle piazze di spaccio e del traffico di stupefacenti. E a questa volontà gli inquirenti ricondurrebbero la stesa di qualche settimana fa in via Carrà.

Bellofiore non è sicuramente un novellino del crimine. Non ancora trentenne già occupava infatti una posizione di rilievo nella mala del quartiere, grazie soprattutto a repentini cambi di casacca e ad un’accorta politica delle alleanze. In passato è anche stato vittima di alcuni agguati. Il primo nel 2013, in compagnia del padre, dove fu ferito al ginocchio. Era l’epoca della contrapposizione armata tra i Mele e i Pesce – Marfella, ai quali i Bellofiore erano legati, prima di cambiare casacca.