Giugliano, l’aula consiliare è finalmente intitolata a Mena Morlando. “Se qui c’è lei, la camorra deve restare fuori”

Giugliano, l’aula consiliare è finalmente intitolata a Mena Morlando. “Se qui c’è lei, la camorra deve restare fuori”

GIUGLIANO. E’ una giornata che resterà nella storia della città di Giugliano quella di oggi. Dopo 37 anni dalla sua atroce morte, viene intitolata l’aula consiliare del Comune a Mena Morlando, vittima innocente di camorra. Questa mattina si è tenuta la cerimonia alla presenza dei familiari di Mena, dell’amministrazione, forze dell’ordine, il prefetto di Napoli Carmela Pagano e il presidente dell’Anac Raffaele Cantone.

Ben due le targhe apposte nella sala consiliare dedicate alla sua memoria che sono state benedette da monsignor don Angelo Parisi. Mena fu uccisa il 17 dicembre del 1980 in via Monte Sion. La giovane maestra si ritrovò nel bel mezzo di un conflitto a fuoco dove Francesco Bidognetti usò Mena come scudo per evitare i proiettili.

Ad aprire la cerimonia una lettera letta da un bambino dedicata a Mena. Poi gli interventi delle istituzioni presenti. Per il presidente del consiglio Luigi Sequino “Questa giornata deve rappresentare per questa città la giornata della consapevolezza innanzitutto la consapevolezza che in questa città c’era e c’è la camorra, la consapevolezza attraverso la quale la città riconosce con un gesto, un piccolo tributo a chi con la vita ha pagato il prezzo della presenza della camorra su questo territorio. I giovani non devono aver alcun dubbio nello stabilire tra il bene e il male cosa rappresenta la camorra. Credo che questa giornata debba servire soprattutto agli amministratori di questa città ad avere la consapevolezza del ruolo che siamo stati chiamati ad esercitare e sopratutto del modo attraverso cui questo ruolo deve essere esercitato”.

Il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone ha ripercorso nel suo intervento gli anni dalla morte di Mena sino ad oggi,”Il nostro paese per lungo tempo ha rimosso il problema camorra – ha detto – C’era difficoltà fino a poco tempo fa persino di pronunciarla la parola camorra. Con oggi si chiude un percorso dedicato a Mena. Chiunque entrerà in quest’aula sarà costretto a ricordare l’episodio di Mena. Le lapidi rappresentano spesso un fatto formale ma questa deve essere occasione per ricordare, capire e orientare il comportamento. Questa è una giornata non solo di forma ma anche di sostanza soprattutto per il luogo in cui è stata messa”.

A sottolineare l’importanza dell’intitolazione dell’aula a Mena anche il prefetto di Napoli Carmela Pagano. “E’ significativo che ci sia questo ricordo indelebile qui di Mena. E’ importante che l’impegno anticamorra sia una costante della rappresentanza politica di questo territorio e che ci sia un impegno attivo di tutti i cittadini”.

Il sindaco Antonio Poziello ha invece chiesto scusa alla famiglia Morlando per il ritardo con cui arriva questo gesto. “Oggi vogliamo chiedere scusa alla famiglia per gli anni di omertà, per aver trasformato una vittima innocente di camorra nella maestrina vittima di un delitto passionale. Questa città non ha fatto nulla per restituire a questa ragazza la dignità e l’onore che hanno cercato di portarle via e oggi proviamo a mettere riparo. Chiunque entra in questa sala capisce che se qui c’è Mena la camorra deve restare fuori”.

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