De Luca condannato ad un anno. “Non mollo”. Leggi il suo comunicato.

De Luca condannato ad un anno. “Non mollo”. Leggi il suo comunicato.

E’ stato condannato ad un anno per abuso d’ufficio Vincenzo De Luca, proprio come Luigi De Magistris. E’ caduta l’accusa più grave quella di peculato ma è stato interdetto dai pubblici uffici.

LE PRIMARIE. In forse la sua candidatura alle primarie del PD visto che per la legge Severino dovrebbe decadere anche dalla carica di Sindaco di Salerno. Una bomba che esplode nella già devastata area democrat campana: se da un lato non mette fuorigioco il primo cittadino salernitano dall’altro in ogni caso offre validissimi motivi ai suoi nemici per chiederne il ritiro dalla competizione prevista per il 1 febbraio.

LA SENTENZA. De Luca è stato condannato nella vicenda che riguarda la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno che lo vedeva imputato insieme al suo capo staff  Di Lorenzo. A pronunciare la sentenza dopo 6 ore di camera di consiglio il Presidente della seconda sezione penale Ubaldo Perrotta. Il Pm Penna aveva invece chiesto 3 anni di reclusione per abuso d’ufficio e peculato. La condanna è con pena sospesa come è anche sospesa l’interdizione.

IL COMUNICATO. Bisognava chiamarlo “coordinatore” non “Project – Bisognava chiamarlo “coordinatore” non “Project manager”.
Apprendo di una mia condanna per abuso di ufficio.
L’accusa verteva sulla.nomina del “Project manager” da parte mia, in qualità di commissario di governo per un termovalorizzatore nel 2008.
Tale nomina, come risulta dagli atti processuali, mi fu richiesta dal Rup (responsabile unico del procedimento).
L’accusa ha sostenuto -come risulta dagli atti- che bisognava nominare un “coordinatore” e non un “Project manager”, in quanto quest’ultima figura non è in uso nella pubblica amministrazione.
In sintesi, le due figure sono equivalenti, il compeenso spettante è uguale, e viene deciso dal Rup.
Si tratta, nel caso specifico, di 8.000 euro netti, percepiti -come documentato- per 18 mesi di intenso e qualificato lavoro del Project manager.
Mi auguro che questa vicenda sia assunta sul piano nazionale -in primo luogo dal PD- come . l’occasione per una grande battaglia a difesa delle persone perbene, degli amministratori che dedicano una vita al bene pubblico, e sono costretti a vivere un calvario.
Mi auguro che le carte processuali siano rese pubbliche, siano lette da tutti, in tutte le sedi; che si svilippi una discussione pubblica; che si ragioni a voce alta su cosa è diventato il “diritto” in Italia.
Mi auguro che l’ANCI decida di esistere, a tutela della dignità, delle funzioni e dell’autonomia di Sindaci e amministratori che non rubando, non disamministrando, e mantenendo un rigore spartano, sono tuttavia carne da macello, nell’indifferenza generale.
In queste condizioni, ben presto non ci sarà più nessuna persona perbene disponibile ad assumere responsabilità pubbliche.
Avremo soltanto o delinquenti o ignavi.
Verificheremo le iniziative da sviluppare nei prossimi giorni.
Si prospetta, credo, una ripetizione della vicenda del Sindaco di Napoli.
Intanto, rivolgo un saluto ed un grande abbraccio a quanti hanno guardato e guardano a me come ad una speranza di rinnovamento della politica e di salvezza della Campania.
Io non ho nessuna intenzione di mollare nulla.
Da oggi comincia una grande battaglia di civiltà.

LA VICENDA. Il processo riguarda la nomina di Alberto Di Lorenzo a project manager per il termovalorizzatore di Salerno da realizzarsi in località Cupa Siglia nel capoluogo salernitano, che nel 2008 era nelle competenze di Vincenzo De Luca in quanto commissario e incaricato dal governo. Il coordinamento del gruppo di lavoro in un primo momento fu affidato a Lorenzo Criscuolo (all’epoca capo ufficio tecnico comunale). Il 18 febbraio 2008, quattro giorni dopo la nomina di Criscuolo “venne nominato – ha detto il pm Penna – senza alcuna giustificazione Di Lorenzo”. Secondo il pm, “la nomina di Di Lorenzo a project manager era illegale, dannosa, inutile e illecita”. Sempre secondo l’accusa “Di Lorenzo non aveva neppure i titoli quando gli fu conferito quell’incarico”. Nel corso della requisitoria il pm aveva sottolineato che “Di Lorenzo non avrebbe potuto incassare 20mila euro lordi come acconto sul compenso, che sarebbe lievitato a un massimo di 510mila euro nel caso in cui fosse stato realizzato il termovalorizzatore, la cui spesa complessiva si aggirava sui 358 milioni di euro”.