Omicidio – suicidio, la lettera di Antonio Riccardo alla figlia: “Io e mamma ti vogliamo bene”. Leggi e guarda il video

“Ti voglio bene. Ti vogliamo bene”. E’ scritto sulla lettera di addio rinvenuta nell’abitazione di Antonio Riccardo. La guardia giurata l’ha indirizzata alla figli 15enne. “Se puoi facci cremare così io e mamma saremo per sempre insieme”. Tante parole che evidenziano il disagio dell’uomo, la paura di perdere la moglie come si legge nella missiva.

LA LETTERA – “Ci sono i soldi che ti serviranno in futuro. Fatti dare i soldi della liquidazione dalla mia società e paga gli ultimi due anni del mutuo”. Una sorta di testamento scritto di getto che però in alcuni casi non ha un legame logico. “Sei sempre stressata per il lavoro. Per i 500 euro che ti danno sarebbe meglio che tu stia a casa”. Poi ritorna a parlare con la figlia: “Ho fatto tanti sacrifici per tirarti su e ti voglio bene”.

IL MATRIMONIO – La donna lavorava in uno studio legale di Napoli. “Una donna seria che c’aveva raccontato l’ossessione del marito che temeva di perderla” raccontano i colleghi di lavoro. Antonio Riccardo da due mesi era in malattia per un problema alla schiena, da due mesi non si recava alla stazione centrale di piazza Garibaldi, al capolinea della metro dove prestava servizio. Sposato e padre di due figli era divorziato da 17 anni, poi aveva conosciuto Annamaria Capuano con cui aveva avuto una figlia. “Volevi sposarti e l’ho fatto” si legge nella lettera, “volevi una figlia e l’abbiamo avuta. Poi la chiusura: ti amo”.