Annamaria uccisa perché voleva separasi. Il marito, reduce da un divorzio, non accettava la fine del loro amore. LE FOTO DELLA TRAGEDIA. Video

Si va sempre più delineando il quadro che ha portato alla morte di Annamaria Capuano ieri sera ad opera del marito Antonio Riccardo suicidatosi poco dopo.

 

15.02 – L’UOMO VIVEVA UN MOMENTO DI DIFFICOLTÀ’. Annamaria lavorava presso uno studio legale a Napoli, lui guardia giurata. Da qualche giorno era a casa per un permesso di malattia ed oggi sarebbe dovuto tornare a lavoro. Da tempo però c’era qualcosa che non andava. Riccardo, già reduce da un precedente matrimonio fallito, padre di altri tre figli, pare non accettasse una nuova separazione. I particolari emergono dalla lettera che ha lasciato alla figlia di 15 anni. L’uomo racconta di questo disamore della donna nei suoi confronti e il suo sconforto. Si rivolge alla ragazzina, salvo poi rivolgere altre parole direttamente alla moglie. La lettera è ora sotto sequestro e solo dopo verrà consegnata alla giovane che nel frattempo si trova a Melito a casa della sorella della mamma.

 

12.52 – IL LITIGIO. La discussione è iniziata in casa per poi proseguire nell’autovettura. Era lei alla guida in pantofole. Non è chiaro se stava cercando di scappare o solo di allontanarsi per non far sentire il litigio alla figlia 15enne. Chiusa in casa con delle cuffie alle orecchie.

IL BIGLIETTO. Antonio però aveva già premeditato qualcosa tanto da aver scritto un biglietto che ora è nelle mani delle forze di Polizia. Biglietto nel quale si evidenzia un profilo disturbato dell’uomo con frasi sconnesse e riferimenti anche al suo lavoro troppo stressante, era una guardia giurata. Tutte motivazioni che di certo non possono giustificare l’ennesima violenza su una donna a Giugliano. Violenza che si è consumata nel più crudo dei modi con un colpo di pistola alla nuca.

CINQUANTA CASI DI VIOLENZA SOLO NEL 2014. Dalla banca dati del TeleRosa di Giugliano gestito dall’Associazione Spazio Aspasia risultano più di cinquanta casi di violenza a Giugliano nel 2014. Violenze che al 97% avvengono tra le mura domestiche e che sono il preludio di situazioni più tragiche. Violenze che ricordano dallo sportello devono essere subito denunciate.

 

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