L’accusa allo psichiatra: “Perrino forniva falsi certificati al clan”. I colleghi: “E’ un bravo professionista”

L’accusa allo psichiatra: “Perrino forniva falsi certificati al clan”. I colleghi: “E’ un bravo professionista”

Un medico stimato Gennaro Perrino, un professionista che, secondo la magistratura però, rilasciava falsi certificati medici ad esponenti del clan Mallardo. Gli attestati contenevano quasi sempre la diagnosi di sindrome ansioso depressiva e sfondo paranoidale, oppure a sfondo mistico, come anche di schizofrenia. Queste false diagnosi erano ben supportate non solo dalle false certificazioni mediche, ma anche da documentazioni attestante  sedute, mai avvenute, presso i centri di ascolto dell’asl Napoli 2 Nord e terapie falsamente effettuate a domicilio. Gli affiliati in questo modo riuscivano ad ottenere sia i benefici carcerari che gli emolumenti previdenziali.

 

IL RUOLO DI PERRINO. Lo psichiatra secondo un collaboratore di giustizia avrebbe rilasciato certificati non solo a Vincenzo D’Alterio ma a Giuliano Amicone e Sossio Capasso. Nell’ordinanza si legge anche che lo stesso medico si rivolse al clan per non perdere la carica di direttore generale del centro. La cosca poi a sua volta si attivò presso  politici e direttori generali dell’azienda sanitaria. E qui l’ordinanza fa nomi di vecchi e noti dirigenti nonché di un ex sindaco.

 

L’ACCUSA DELLA MAGISTRATURA. Secondo i magistrati quindi Perrino avrebbe procurato un autonomo contributo causale alla realizzazione di un risultato che, nell’economica compressiva del disegno associativo, egli sapeva rivestire una particolare importanza per il conseguimento degli obiettivi strategici dell’organizzazione, ovvero utile, se non addirittura necessario, ai fini della sua conservazione o rafforzamento essendo chiaro che il reperimento di risorse attraverso la reiterata acquisizione di indennità di assistenza non dovute, consentiva un costante afflusso di denaro alle casse del clan, provvista che era funzionale all’assolvimento dei compiti di assistenza agli associati. Le accuse contro di lui sono pesanti ma non attestano colpevolezza, come per tutti gli altri, fino al terzo gradi di giudizio.

 

LE REAZIONI DEI COLLEGHI. Il mondo medico è  sconvolto da quanto accaduto. Per lui la stima di tutti i colleghi che lo ritengono un serio professionista ed un bravo medico.