Giugliano, dopo l'”inchiesta Liccardo” c’è aria tesa al Comune

Giugliano, dopo l'”inchiesta Liccardo” c’è aria tesa al Comune

L’aria è tesa a corso Campano 200. Il day after dell’inchiesta Liccardo ha lasciato i suoi strascichi. Sono in molti a pensarlo consiglieri di maggioranza e opposizione ma nessuno lo dice a microfoni accesi. In tanti sussurrano sotto voce la parola dimissioni per il consigliere Paolo Liccardo che però non molla ed anzi ribadisce la sua estraneità a fatti del passato. Non ci sta a passare per legato alla mala.

Già era successo che avevano puntato il dito contro di lui al momento della candidatura nel 2015 ma il consigliere di maggioranza in una telefonata intercettata con Vincenzo Mauriello, attuale assessore, si sfoga arrivando a pensare ad una conferenza stampa per dire che lui con lo zio Antimo accusato di associazione per delinquere non c’entrava nulla ed anzi la camorra la schifava.

“Mi tagliano la testa ma io non sono come loro” diceva. Intercettazioni che lambiscono anche il Partito democratico perché la parlamentare Giovanna Palma durante le primarie non si fece scrupoli a chiamare i cugini Liccardo per chiedere voti per Nicola Pirozzi, il candidato da lei sostenuto, e con il cugino si abbandona pure a considerazioni definendo il consigliere Liccardo “Un poco di buono”. L’onorevole anche a lei amministratrice di condomini e perciò collega di Paolo Liccardo dice che lui utilizzava troppo il nome dello zio. Una considerazione che però non gli impedisce di chiedergli i voti per il candidato da lei sostenuto alle primarie.