“Camorriste”, Nikita l’ex donna-killer di camorra: “Non mi sono mai pentita”. E’ scontro sul palco

“Camorriste”, Nikita l’ex donna-killer di camorra: “Non mi sono mai pentita”. E’ scontro sul palco

“Ho scontato già 20 anni di pena per i miei crimini, ora vivo facendo la pescatora. Non mi sono pentita (non è diventata collaboratrice di giustizia, ndr), mi sono dissociata per poter ricominciare la mia vita. Non ragiono con il senno di poi, è inutile chiedersi se oggi farei cose diverse, il pentimento per il passato e il debito da pagare sono personali”.

A parlare è Cristina Pinto, detta Nikita, killer per conto del boss Mario Perrella del Rione Traiano che ora si definisce dissociata, nel corso della presentazione in anteprima di “Camorriste” alla Feste del Cinema di Roma, al via su Crime+Investigation dal 17 novembre, la docu-serie di donne che sono state figure di spicco della camorra. Sul palco c’erano cinque giornaliste minacciate dalla mafie: Federica Angeli, Angela Corica, Marilena Natale, Ester Castano e Marilù Mastrogiovanni. Frasi, quelle della Pinto, che hanno scatenato la polemica tra le croniste presenti. Le cinque hanno deciso di lasciare la sala. La posizione di lady camorra è stata definita troppo ambigua.

“Lo sapevamo da tempo che fra gli ospiti c’era una ex camorrista, – racconta Angela Corica su Il Fatto Quotidiano – era scritto nel programma. Eppure abbiamo deciso, almeno per quanto mi riguarda, di esserci. Per capire, per conoscere, per guardare negli occhi chi non si pente del male, del sangue, del dolore e finanche della morte. Nikita è rimasta impassibile al suo posto, poche parole ma decise. Una evidente difficoltà di linguaggio, ma solo per quanto riguarda la lingua italiana, e poi ferma sulle sue posizioni. Non ha fatto alcun passo indietro. Di donne “d’onore” come Nikita non ne abbiamo certo bisogno.”

La Pinto è rimasta a parlare ai ragazzi. Il modo per portare il peso del passato, ha detto Nikita, è “andare avanti portando la parola tra giovani, dicendo di non fare mai questa scelta”. Comunque per lei un collaboratore di giustizia è “un ‘fallo’, fa un errore. Io poi sono stata accusata da cinque capi pentiti”.

“La vita non è fatta di grigio, ma di bianco e nero – ha detto Marilena Natale, come riporta La Repubblica -. Non posso restare qui seduta ad ascoltare questa signora, tornerò quando avrà smesso di parlare”. Federica Angeli è rimasta in sala ad ascoltare “perché è giusto che mi confronti con la realtà – ha detto a fine incontro rivolgendosi a Cristina Pinto -. La riesco a guardare negli occhi perché sono serena rispetto alla mia professionalità” ha detto tra gli applausi.