Clan dei Casalesi, arrestato componente del gruppo di fuoco Di Giuseppe Setola

Clan dei Casalesi, arrestato componente del gruppo di fuoco Di Giuseppe Setola

Arrestato componente del gruppo di fuoco del clan dei Casalesi. Nelle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di Gabriele Brusciano, classe ’78, detto “Massimo”, affiliato al clan “dei Casalesi” del gruppo Setola, già arrestato per altra causa.

Il Brusciano, secondo quanto riscontrato dai Carabinieri sulla base di dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, risulta aver preso parte al gruppo di fuoco che, il 12 dicembre del 2008, a Trentola Ducenta, a brevissima distanza temporale, pose in essere un duplice tentato omicidio nei confronti di due differenti obiettivi e cioè Salvatore Orabona e Pietro Falcone, con i loro rispettivi nuclei familiari.

Le motivazioni del duplice tentato omicidio sono da ricondurre nell’ambito della c.d. “strategia del terrore” attuata dal clan “dei casalesi”, diretta dalla frangia facente capo al sanguinario Giuseppe Setola. In effetti Falcone e Orabona, anch’essi gravitanti nell’area della criminalità organizzata operante nel territorio casertano, erano oramai entrati in rotta con il gruppo Setola e per questo dovevano essere eliminati.

Quindi la sera del 12 dicembre 2008 il  commando, composto da 8 persone, tra cui Brusciano, armati di pistole e Kalashnikov, si recarono prima nei pressi dell’abitazione dell’Orabona e con il pretesto di offrirgli una torta ed una bottiglia di champagne provarono a tendergli una trappola. Non riuscendo nel loro intento per l’inaspettato comportamento della vittima designata, che intuito il pericolo evitò di portarsi al cospetto dei killer riparandosi nell’abitazione, esplosero al suo indirizzo numerosissimi colpi d’arma da fuoco che però non lo attinsero.

Subito dopo il primo attentato si diressero verso il secondo obiettivo, il Falcone.  In tale circostanza il commando, a causa di un errore nella individuazione dell’abitazione di quest’ultimo, esplose una serie impressionante di colpi d’arma da fuco all’interno dell’appartamento ove dimorava una famiglia del tutto estranea alle logiche criminali, così da ferire gravemente una donna.