Melito, zona degradata trasformata in giardino con fiori e piante: “Ripartiamo dalle periferie”

Melito, zona degradata trasformata in giardino con fiori e piante: “Ripartiamo dalle periferie”

Melito. Sono entrati nel vivo gli interventi di manutenzione e riqualificazione del verde pubblico in città e le novità rispetto al passato non sono mancate. Centro cittadino e periferia viaggiano finalmente a braccetto, così come annunciato da Antonio Amente in campagna elettorale e ribadito dopo la vittoria alle ultime amministrative.

In mattinata, infatti, sono stati effettuati significativi interventi nella zona al confine con il Comune della città. Da tempo gli abitanti del posto chiedevano una maggiore attenzione da parte del Comune e la risposta della giunta centrista non si è fatta attendere.  Così come stabilito dall’assessore all’Ambiente Rosa Ferraro e dal collega ai Lavori pubblici Vincenzo Cicala, è avvenuta la riqualificazione di un’area comunale tra via San Vito e via dei Ciclamini. “In campagna elettorale siamo stati più volte da quelle parti per ascoltare le necessità degli abitanti del posto ed ai nostri occhi rimbalzavano continuamente le immagini di un terreno comunale diventato ricettacolo di spazzatura di ogni genere e trasformatosi più volte in discarica a cielo aperto ai tempi dell’emergenza rifiuti – hanno riferito gli assessori – Oggi quel terreno è stato riqualificato e trasformato in un giardinetto con prato, chamaerops humilis e sterlizie. E’ soltanto l’inizio visto che nelle prossime settimane la città sarà arricchita con la presenza di fioriere e piante di vario genere”.

Non soltanto la periferia protagonista, ma anche la centralissima piazza Santo Stefano dove, dopo anni di vuoto, è stato piantato un ulivo al centro della stessa. “Quando mi sono insediato, gli operai erano pronti a sostituire il terreno tra le panchine circolari con una piattaforma di cemento. Ho stoppato tutto perché era impensabile eliminare uno dei pochi spazi verdi presenti in città – ha fatto sapere il sindaco Antonio Amente – La scelta dell’arbusto non è stata casuale ma anzi è arrivata al termine di un partecipativo ragionamento di squadra. Nel libro della Genesi, al termine del diluvio universale, una colomba portò a Noè un ramoscello d’ulivo per annunciargli che la terra si stava asciugando. Da quel momento l’ulivo assunse anche il significato di rigenerazione perché, dopo il diluvio, la terra tornava a rivivere e fiorire. Ed è proprio quello che vogliamo noi, far tornare a rivivere Melito dopo anni di diluvi amministrativi e non solo che hanno portato le condizioni di vivibilità al limite del sopportabile”.

comunicato stampa