Ancora flop sgombero villa Simeoli. Doveva essere un blitz

Per la quarta volta in cinque mesi il Comune di Marano non è riuscito a completare l’operazione di sgombero della villa confiscata di via Marano-Quarto, ancora occupata da due rami delle famiglie Simeoli e Orlando. Nel pomeriggio l’ennesimo flop. Gli occupanti dell’immobile, in cui risiede tra gli altri Benedetto Simeoli, finito in manette nel mese scorso nell’ambito di un’inchiesta sul clan Polverino, non erano presenti in casa o quantomeno non vi era traccia evidente della loro presenza. Il Comune – che aveva puntato sul pomeriggio di sabato nel tentativo di evitare l’ennesimo ricorso al Tar o al Consiglio di Stato – non ha potuto forzare i cancelli della mega villa, oggetto di una diatriba giudiziaria che ormai ha assunto i contorni di una pantomima. Sul posto, per un’indisponibilità già comunicata nei giorni scorsi, erano assenti gli agenti della polizia di Stato, gli unici autorizzati a compiere tale operazione. Lo sgombero era stato fissato per le ore 15.

Inquietante coincidenza? Ma in via Marano-Quarto, quasi in contemporanea con i tecnici, gli operai dell’Ente, il consulente del Comune, l’avvocato Saverio Griffo, e i vigili urbani, è arrivato anche il legale degli occupanti. Una strana e inquietante coincidenza, insomma, che porta a ritenere che i residenti dell’immobile fossero già stati avvertiti per tempo. Ma da chi? Dell’operazione, non divulgata ufficialmente, erano a conoscenza (tra l’altro da meno di 24 ore) alcuni uomini dei vigili urbani, dell’ufficio tecnico comunale, dell’area patrimonio e dei servizi sociali, oltre al consulente legale dell’Ente, ai carabinieri (presenti in via Marano-Quarto), alla ditta chiamata per il trasloco e, presumibilmente, al vertice amministrativo. Nelle prossime ore si prevedono nuovi sviluppi: per il 20 è infatti fissato l’incidente di esecuzione davanti al tribunale di Napoli. Prima d’allora, però, l’ente cittadino, forte di due recenti pronunciamenti da parte del Tar e del Consiglio di Stato, potrebbe dare vita ad un altro tentativo. La villa oggetto della querelle giudiziaria è stata confiscata in via definitiva nel 2001 ed è stata consegnata materialmente al Comune di Marano nel 2008.