Stupro di Marechiaro, le scuse di uno degli aguzzini: “Ti ho trattata come un oggetto”

Stupro di Marechiaro, le scuse di uno degli aguzzini: “Ti ho trattata come un oggetto”

Uno dei ragazzi accusati di aver violentato sessualmente una 15enne a Marechiaro ha scritto una lettera indirizzata proprio alla loro vittima. Una parte di questa lettera è stata riportata dal quotidiano Il Mattino.

Il ragazzo si dichiara pentito e definisce “orribile” ciò che ha fatto. Ecco alcuni passaggi della lettera: “Solo dopo averti rivisto in Tribunale e aver sentito quello che hai vissuto mi sono reso conto dell’orribile gesto che ho commesso. Non lo dimenticherò mai, ti ho trattata come un oggetto senza pensare alle conseguenze. L’errore commesso non lo posso cancellare, ma sono disposto a fare tutto il possibile per rimediare”.

Il giovane capobranco ha poi provato a scrollarsi di dosso l’etichetta di stupratore e ha provato a prendersi la responsabilità di quanto accaduto: “Io non sono uno stupratore e non sono un ragazzo violento. Ti scrivo questa lettera senza pretesa di avere ora il tuo perdono, ma sperando di potermela guadagnare con il tempo con l’aiuto delle persone che sono qui accanto a me nella comunità di recupero. Spero che l’ammissione della mia responsabilità serva anche ad evitare che su Facebook ti attacchino perché è colpa mia se la gente ha pensato male di te. Anche io ho una sorella e una madre, chiedo scusa anche alla tua famiglia, anche se so che non mi perdoneranno mai. Ti auguro il meglio”.