La vera storia della cattura del superboss Zagaria: tradito dalle donne. “Colpo” da 50mila euro

La vera storia della cattura del superboss Zagaria: tradito dalle donne. “Colpo” da 50mila euro

Spuntano i retroscena della cattura di Michele Zagaria, il superboss dei Casalesi stanato dopo una lungo latitanza il 7 dicembre 2011. Da qualche settimana sono stati desecretati i verbali che raccontano delle indagini e dell’arresto del capo clan di Casapesenna.

Tra le protagoniste ci sono due donne, come riporta Il Mattino. Una è Anna Aversano. L’altra è Rosaria Massa. La prima è stata sposata con Generoso Restina, oggi pentito. La seconda è la compagna di Vincenzo Inquieto: sotto la loro casa fu catturato il capo dei capi dopo 17 anni di latitanza. La Aversano è stata la “talpa” che ha contribuito al successo dell’inchiesta. E, in cambio della sua collaborazione, le furono consegnati 10mila euro. La falla si aprì dove Zagaria temeva che la rete di protezione fosse più debole. Non a caso, dopo essere andato via da casa Restina, incaricò la Massa, sua nuova vivandiera, di seguire la Aversano. “Michele non si fidava di me”, disse la donna ai poliziotti.

“Fui avvicinata da tre poliziotti della Mobile di Napoli, – si legge ancora nei verbali desecretati e riportati dal Mattino – tra loro c’era Oscar Vesevo, che si faceva chiamare Paolo”. Vesevo è l’agente indagato per la sparizione della pen drive dal covo di Zagaria. “Raccontai loro che avevo ospitato il boss in via Colombo a Casapesenna. Mi dissero che se li aiutavo a prenderlo mi avrebbero dato 50mila euro”. “Poi,- continua – mi presentarono Vittorio Pisani. Lo incontrai in un bar vicino alla questura di Napoli e questi mi disse che effettivamente lo Stato era disposto a ricompensarmi con 50mila euro se avessi aiutato la polizia a catturare Zagaria. Indirizzai subito gli agenti sugli Inquieto in quanto sapevo che il boss aveva stima di loro. Sospettavano che lo nascondessero perché Rosaria Massa, moglie di Inquieto, mi seguiva ogni volta che uscivo a fare la spesa e immaginai che aveva preso il mio posto nella custodia di Zagaria. Dopo l’arresto del boss, incontrai Pisani a Frosinone dove mi consegnò due mazzette di banconote”. Diecimila euro, dunque, per “vendere” il capoclan imprendibile. Altri 40mila furono dati a un uomo che indicò il bunker di via Mascagni.

Massa sarebbe rimasta invece fedele fino alla fine, cercando di ridimensionare il contenuto della pen drive sparita dal covo del latitante: “C’erano solo foto di mia figlia”. Stasera su Rai 1 Michele Zagaria sarà protagonista della fiction “Sotto Copertura 2”.