Napoli chiama, Hamsik risponde. Il capitano bacia la maglia (non più azzurra) e regala il primo posto agli azzurri

Napoli chiama, Hamsik risponde. Il capitano bacia la maglia (non più azzurra) e regala il primo posto agli azzurri

E’ un Napoli che fa quello che deve fare, in scioletezza e senza troppi fronzoli perché lo Slovan è semplicemente venuto a fare la scampagnata partenopea ed a vedere i pastori di San Gregorio Armeno, pastori che avrebbero opposto una resistenza maggiore degli slovacchi se ieri avessero giocato probabilmente.

Il Napoli batte lo Slovan, senza appello, da grande perché non umilia l’avversario, ma lo mata, come un torero fa col bovino che poi inesorabilmente uccide.

Benitez dona una possibilità ad Andujar che che la sfrutta nei limiti visto che sì, rimane imbattuto, ma ha davvero poco da fare. Dimostra però uno stile molto diverso da quello di Rafael, fatto di urla e pressioni sulla difesa, uno stile più macho rispetto al giovane compagno sudamericano che a volte pare affidarsi più alle divinità che ai propri compagni di squadra.

Molto bene Mertens che segna un bel gol ed è pericoloso tutta la partita, molto bene Hamsik che quando sente l’aria di casa ritorna quel giocatorone che trascinò la Slovacchia ai mondiali 2010, un Hamsik che segna, vuole sentire il pubblico che in realtà non c’è nemmeno, e poi bacia la maglia, da capitano, da uomo che dice quello che pensa nonostante in molti lo avessero già scaricato, in alcuni casi anche venduto all’estero. Chiude le marcature  Duvan Zapata, al tezo goal in 10 giorni, giusto prima di essere sostituito da Gonzalo Higuain.

Il match scorre veloce e senza intoppi, l’arbitro è uno spettatore non pagante visto che di interventi quasi non se ne contano. Ora tutto è nelle mani della sorte visto che lunedì ci sono i sorteggi per i sedicesimi di finale di Europa League