Processo “caffè macchiato”: gli imprenditori al servizio del clan Mallardo

Processo “caffè macchiato”: gli imprenditori al servizio del clan Mallardo

Continua la requisitoria del pm Maria Cristina Ribera nel processo Caffè Macchiato. In aula il pubblico ministero ha concentrato il suo discorso sui ruoli degli imprenditori legati al clan Mallardo. Imprenditori che, stando alle parole del pm, erano al servizio dell’organizzazione criminale. Persone di fiducia, colletti bianchi, gestori delle più svariate attività imprenditoriali, dall’edilizia alle attività farmaceutiche, che erano di riferimento per la cosca. Tra gli altri si parla dei gruppi imprenditoriali Palumbo, Russo, Cacciapuoti, Miraglia.

RUOLO DEGLI IMPRENDITORI – Alcuni di loro fungevano da prestanome, da intestatari fittizi di beni, altri invece riciclavano i capitali illeciti della cosca. Una rete ben ramificata con un numero di affiliati quasi impossibile da quantificare secondo il racconto di un pentito.

INVESTIMENTI NEL LAZIO – Secondo Maria Cristina Ribera i Mallardo sono uno dei clan più potenti della zona. La loro influenza si estende dall’area giuglianese fino al basso Lazio. E difatti anche gli investimenti, le speculazioni edilizie, i beni immobili e le società costituite fuori regione sono state oggetto del suo discorso.

CONDANNE – Il pm dovrebbe concludere la requisitoria nel corso della prossima udienza quando ci sarà la richiesta delle condanne. Al termine inizieranno poi le discussioni degli avvocati della difesa per poi attendere le sentenze dei giudici.