Marano, soldi sottratti dalle casse del Comune: condannato l’ex responsabile del settore Anagrafe. La sentenza della Corte dei conti

Marano, soldi sottratti dalle casse del Comune: condannato l’ex responsabile del settore Anagrafe. La sentenza della Corte dei conti

Soldi sottratti dalle casse comunali, la Corte dei conti condanna l’ex responsabile dell’ufficio Anagrafe. I fatti risalgono al biennio 2004/2005, ma il caso esplose soltanto cinque anni dopo, alla luce di un’ispezione del ministero delle Finanze e in seguito a un esposto sottoscritto dall’ex segretario generale dell’Ente Aldo Ferrara. Un ammanco di circa 34 mila euro (diritti per carte d’identità e diritti di segreteria) imputato all’ex responsabile del settore, Feliciano Grasso, e, per omesso o ritardato controllo, agli ex responsabili del settore e del servizio economico-finanziario, all’addetto all’ufficio Entrate e ai tre membri del collegio dei revisori dei conti.

 

Tutti, a parte Feliciano Grasso, all’epoca dei fatti addetto alla riscossione dei diritti di segreteria, sono stati assolti da ogni accusa. Il dipendente comunale accusato di aver ordito la truffa ai danni dell’Ente fu dapprima sospeso dal servizio. Licenziato in un secondo momento, venne poi reintegrato su disposizione del giudice del lavoro. Condannato anche in sede civile, dovrà restituire al Comune una cifra pari a 34 mila euro, comprensive delle spese legali. Tremila e 700 euro sono frutto degli addebiti della Corte dei conti (somme non coperte dalla prescrizione), mentre per i restanti 30 mila euro si è già da tempo pronunciata la magistratura ordinaria. Si tratta di somme non ancora recuperate dagli uffici comunali, così come una parte dei 200 mila euro sottratti dalle casse dell’Ente da un’altra ex dipendente. Il collegio della Corte dei conti osserva che “appare pienamente provato che il Grasso abbia indebitamente incassato i diritti segreteria e per il rilascio delle carte di credito, tanto che lo stesso Grasso, con lettera del 11 maggio del 2009, ammette che la discrasia è dovuta a una errata e superficiale gestione delle funzioni di agente contabile”.

 

Il collegio ha ritenuto inoltre che, per quel che concerne le altre figure coinvolte, una colpa “astratta può sussistere sul dirigente dell’area economica e sul responsabile del settore finanziario, con l’esclusione del ragioniere Antonio Ruggiero (non essendo titolare per la propria qualifica di alcun obbligo di denuncia) e dei membri del collegio dei revisori dei conti”, composto da Raffaella Gagliardi, Mario Montefusco e Giuseppe Passante.