Marano, dalla compagnia dei carabinieri al Galeota, fino alle quote rosa. Quei cinque nodi irrisolti

Marano, dalla compagnia dei carabinieri al Galeota, fino alle quote rosa. Quei cinque nodi irrisolti
Compagnia dei carabinieri, attrezzature per l’isola ecologica, caso Galeota, palazzina adiacente al convento francescano, quote rosa, sono questi alcuni dei nodi irrisolti dell’amministrazione comunale e che tengono sulle spine il sindaco Angelo Liccardo. Sono vicende di cui si parla (a parte che sulle pagine del nostro portale) solo nelle segrete stanze, a riflettori spenti e senza fare troppo rumore. Ma andiamo per ordine. 
 
Compagnia carabinieri. 
La struttura, finanziata con fondi comunali (nell’ambito però del Piu Europa), è in corso di realizzazione ma sull’arrivo della Compagnia c’è ancora qualche perplessità. Nonostante vi sia un accordo di massima tra l’Ente e il comando generale dei carabinieri, l’immobile in questione non è stato ancora ceduto, seppur in comodato d’uso, all’Arma. Per “affidarlo” ai carabinieri, infatti, è necessaria la preventiva acquisizione al patrimonio immobiliare del Comune. Si tratta di un bene non ancora accatastato e per la cui cessione (al momento) si sono già espressi sfavorevolmente i revisori dei conti. Il Comune, che ha varato un piano decennale per il risanamento dei conti pubblici, teme che la Corte dei conti possa esprimere un parere altrettanto negativo e allora, forse, per sbloccare l’impasse sarà necessario portare la questione all’attenzione del Consiglio comunale, che si assumerebbe in tal modo la responsabilità politica dell’eventuale cessione del bene di proprietà dell’Ente. Altro nodo? I costi di gestione, che l’amministrazione Liccardo intende ripartire con altri comuni dell’hinterland, quelli che (ma allo stato non si sa quali siano) beneficerebbero del potenziamento dell’attuale tenenza.   
 
Isola ecologica. 
I lavori per la realizzazione del sito, il primo per la città di Marano, procedono nell’area confiscata alla criminalità organizzata. I costi sono a carico del Comune, ma non quelli per l’acquisito delle attrezzature, per le quali l’ente è beneficiario di un finanziamento regionale pari a circa 700 mila euro. Una gara in tal senso fu espletata qualche anno fa, ma di quegli atti si persero alcune tracce: sparirono documenti, verbali e quant’altro, forse nel tentativo, tuttavia maldestro, di nascondere alcune evidenti anomalie. La sparizione fu denunciata ai carabinieri della locale tenenza. Intanto, per non perdere i 700 mila euro del finanziamento, sarà necessario bandire una nuova gara e ultimare l’iter entro la prossima primavera. 
 
Complesso edilizio del Galeota.   
Con la revoca della Dia (Dichiarazione inizio attività), formalizzata lo scorso agosto, il complesso residenziale – sorto nel 2004 al posto di una splendida masseria – è da considerarsi totalmente abusivo. Intanto però, contro l’atto amministrativo licenziato dal Comune (revoca Dia), si sono mossi alcuni titolari degli immobili già venduti e la società che li realizzò, che hanno inoltrato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Si tratta di ricorsi che non dovrebbero trovare accoglimento e che imporrebbero al Comune (per una questione etica oltre che amministrativa) di darsi una mossa in modo da poter acquisire – così come previsto dalla legge – il complesso residenziale al patrimonio del’Ente. Anche in questo caso la vicenda dovrebbe sbarcare in Consiglio comunale.
 
Quote rosa. 
Il richiamo della prefettura c’è già stato. Il sindaco deve provvedere (e in tempi rapidi) a nominare due assessori donna. Uno da inserire al posto di Gaetano Orlando, l’altro, con ogni probabilità, al posto dell’assessore Longoni, ormai prossimo all’addio, o in alternativa dell’assessore D’Ambra. La vicenda non è di facile risoluzione. Il primo cittadino deve fare i conti infatti con le resistenze di alcuni e le perplessità manifestate dal suo entourage sui nomi fin qui circolati. Poi (Corte dei conti e casse comunali permettendo) dovrà rimettere mano allo staff, rimasto orfano anche del neo consigliere Catuogno.
A queste problematiche si aggiungono quelle, di non poco conto, relative alla palazzina adiacente al convento francescano di via Casalanno (l’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi, sottoscritta un anno fa, non è mai stata ottemperata dai privati) e ad alcuni progetti del Piu Europa, come quello della viabilità di raccordo di via Marano-Pianura. Un progetto importante, ma ancora al palo (sul percorso c’è un capannone abusivo che nessuno ha ancora abbattuto) e destinato probabilmente ad essere archiviato o rimandato a tempi migliori.