Clan Mallardo, ecco chi faceva parte del gotha

Clan Mallardo, ecco chi faceva parte del gotha

Sono 6 gli imputati alla sbarra nel processo d’appello al clan maliardo e accusati di essere affiliati e reggenti della cosca.

Napolitano Francesco nella scala gerarchica, secondo solo a Feliciano Mallardo. Condannato in primo grado a 16 anni di reclusione meglio conosciuto come Francuccio o napulitan’. Secondo i pm il 55 enne era il vero capoclan. Entrato nell’organizzazione già dagli anni 80 dopo essere stato per un breve periodo nella nco di Raffaele Cutolo, era lui a gestire la cassa del clan. Pare che Napolitano aveva spesso la funzione di paciere nei contrasti che sorgevano tra i boss della zona.

Raffaele Mallardo meglio conosciuto come scicchirocco, boss indiscusso di via cumana, camorrista vecchio stampo, si dice ci tenesse molto alla tranquillità della sua zona. Imparentato con gli stessi mallardo molto attento alla forma fisica e al fitness. Classe 1966 è stato condannato in primo grado a 14 anni di reclusione. nella gerarchia del clan era al pari livello di francuccio o napulitan

E ancora Giuliano Amicone, classe 1962, anche detto Giulianell o sikk pare essere la mente più imprenditoriale del gruppo. Stando a quanto riportato dai pm era molto attivo nella zona costiera. Faceva parte del gruppo di san nicola. Secondo il pentito Giuliano Pirozzi era in grandi divergenze con patrizio picardi. In primo grado è stato condannato a 8 anni di reclusione.

A gestire la zona del mercato e a tenere i rapporti con i qualianesi era invece biagio Micillo, classe 1956, detto Bias o chiacchiaron’. Condannato in primo grado a 10 anni di reclusione è definito come un personaggio schivo e riservato. Da qui pare provenire il soprannome.

Michele Di Nardo, l’astro nascente del clan, diventato famoso per essere stato incastrato da una foto su Facebook. Anche lui originario di via Cumana, è il più giovane del gruppo. Classe 1979, condannato a 8 anni in primo grado, è nipote di Raffaele Mallardo.

E infine Sessa Marino classe 1971, uomo di fiducia di Napolitano per il quale teneva i contatti con gli altri affiliati. Sessa era addetto alla custodia del danaro.